Dr. DAMIANO TRINCA
FONDATORE DEL METODO ARUKIDO

“Ogni corpo racconta una storia. Il mio compito non è correggerlo, ma comprenderlo.”
Dr. Damiano Trinca
Specialista del Movimento Umano ed Analista Posturale
Chi sono
Mi chiamo Damiano Trinca e da oltre 27 anni dedico la mia vita a studiare il corpo umano, osservandolo dal punto di vista del movimento, della postura e dell’equilibrio tra i sistemi che lo governano.
Il mio percorso è iniziato con la kinesiologia, una disciplina che insegna ad ascoltare i segnali del corpo attraverso il test muscolare. Con il tempo, ho trasformato questa conoscenza in una visione globale, dove ogni gesto, tensione o squilibrio diventa una traccia per capire la storia di chi ho di fronte.
Ho maturato esperienze come maestro dello sport, analista posturale, specialista del movimento umano e formatore internazionale, collaborando con enti prestigiosi come NSCA e Brookbush Institute. Questa esperienza mi ha insegnato che dietro ogni dolore, blocco o asimmetria c’è una connessione profonda tra corpo, mente e storia personale.
ARUKU e ARUKIDO: la mia visione trasformata in metodo
Insieme al mio collega, l’ingegnere Dino Martinazzo, ho creato ARUKU, uno strumento avanzato capace di analizzare in modo scientifico e oggettivo la biomeccanica della camminata, il carico e la postura.
Ma un semplice strumento non basta. È necessario un metodo che sappia trasformare i dati in un linguaggio utile alla persona.
Per questo ho ideato e perfezionato Arukido, un approccio che dà significato ai dati, crea un percorso personalizzato e guida ogni individuo verso un reale miglioramento, fisico e funzionale.

Cos’è Arukido
Arukido è un metodo di analisi e riequilibrio posturale basato sulla connessione tra corpo, mente e movimento.
Il nome nasce dall’unione tra:
“Aruku” = camminare (in giapponese)
“Do” = la via, il percorso
Arukido non è solo un’analisi tecnica: è un cammino di trasformazione personale.
Perché nasce Arukido
Perché ho visto troppe persone trattate solo nel punto dove fa male.
Perché la postura non è un problema isolato, ma una conseguenza di adattamenti che il corpo ha sviluppato per compensare o sopravvivere.
Perché ogni corpo ha una storia, e merita un approccio che sappia leggerla e rispettarla.
5 principi del Metodo Arukido
Il corpo mente meno della mente.
Se impari ad ascoltarlo, ti dice tutto.
La postura è il risultato di una somma di equilibri.
Non si corregge guardando solo la schiena. Bisogna osservare piedi, occhi, bocca, cicatrici, respiro, emozioni.
Il movimento è il vero indicatore di salute.
Una postura perfetta che non si muove bene è solo una fotografia statica.
Ogni sintomo ha una causa primaria.
Arukido cerca quella causa e lavora per trattarla alla radice.
L’intervento deve essere su misura.
Niente protocolli predefiniti: ogni strategia è personalizzata, basata su dati reali e osservazione clinica.
Come funziona il Metodo Arukido
Il percorso si articola in 4 fasi principali:
1. Analisi biomeccanica con ARUKU
Viene analizzato come cammini, come distribuisci il carico e come ti muovi, attraverso uno strumento ad alta precisione.
2. Test kinesiologici, fasciali, neuromuscolari e visivi
Valutiamo interferenze posturali come cicatrici, disfunzioni mandibolari, oculari, respiratorie o dell’appoggio plantare.
3. Interventi test immediati
Utilizziamo tecniche come Kinesiotape, roll di cotone, o manipolazioni leggere, per capire in tempo reale l’effetto sul corpo.
4. Piano di rieducazione motoria personalizzato
Costruiamo un percorso fatto di esercizi, tecniche manuali e consigli mirati, sempre in base alla risposta del tuo corpo.
Arukido non è solo un metodo. È una filosofia.
Ogni corpo racconta una storia. Arukido ti aiuta a leggerla.
L’obiettivo non è “correggere la postura”, ma restituire alla persona la libertà di muoversi bene, senza dolore, in equilibrio con sé stessa.
Dr Damiano Trinca
Specialista del Movimento Umano ed Analista Posturale
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I QUATTRO MAESTRI: L'INTERVISTA

Fabiana: “Damiano, ogni volta che ascolto la tua storia resto colpita da quante sfide hai superato e da quante vette hai raggiunto. Ma dimmi, come hai fatto? C’è un segreto per diventare la persona che sei oggi?”
Io: “Fabiana, non parlerei di segreto, ma di un percorso fatto di incontri e di persone che hanno lasciato un’impronta indelebile. Ho avuto la fortuna di incontrare quattro maestri straordinari, quattro figure che mi hanno insegnato la vita, lo spirito, la disciplina nello sport e la passione per il mio lavoro. Senza di loro non sarei la persona che sono oggi.”
Fabiana: “Quattro maestri? Chi sono? Raccontami la loro storia e cosa ti hanno insegnato.”
Io: “Te li racconto uno per uno, perché ognuno di loro mi ha cambiato in modo profondo.”
Nico Presti – Il Maestro di Vita
Avevo 16 anni quando incontrai Nico Presti. Non so se esista un termine migliore per descrivere quello che provai, ma fu davvero amore a prima vista. Nico aveva un carisma unico, una forza silenziosa che ti conquistava al primo sguardo.
Non mi ha mai trattato come un ragazzo qualsiasi: mi ha accolto sotto le sue ali, come un padre che riconosce il potenziale del figlio. Mi ha insegnato a guardare il mondo con coraggio, rispetto e determinazione.
Nico non è un uomo comune:
È stato un grande carabiniere, esempio di onore e integrità.
Un imprenditore brillante, capace di trasformare un’idea in realtà.
Un sindaco rispettato, amato per la sua capacità di ascoltare e guidare.
Con lui ho imparato che la vita è fatta di cadute e ripartenze, e che l’uomo vero si riconosce dalla fermezza con cui tiene fede ai suoi valori. Nico mi ha insegnato il valore della parola data, la dignità nelle scelte difficili e la capacità di guardare avanti anche quando la strada sembra impossibile.
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Silvio Paladin – Il Maestro Spirituale
Il 2000 fu un anno che cambiò tutto per me. Dopo un brutto incidente in macchina, il mio corpo era provato e la mia mente piena di paure. Sentivo il bisogno di una rinascita, non solo fisica ma anche interiore.
Fu così che conobbi Silvio Paladin. Non lo incontrai per caso: scelsi il suo dojo perché avevo capito che la riabilitazione tradizionale non bastava. Mi serviva qualcosa di più profondo, un cammino che ricostruisse me stesso dall’interno.
Silvio mi introdusse al Qigong e al Wing Chun. Due arti marziali che, per me, sono diventate strumenti di guarigione e consapevolezza. Attraverso il Qigong ho imparato a sentire il respiro, a percepire l’energia scorrere nel corpo, a ritrovare armonia. Con il Wing Chun ho scoperto la forza della concentrazione, della disciplina e del controllo.
Con Silvio non ho solo riabilitato il corpo, ma soprattutto ho riabilitato la mente e lo spirito. È stato lui a insegnarmi che la vera forza nasce dall’equilibrio tra il dentro e il fuori, tra il silenzio interiore e l’azione.
Federico Zorzi – Il Maestro della Disciplina nello Sport
La mia storia con Federico Zorzi iniziò nel 1997, ma fu nel 2003 – dopo l’incidente e la rinascita con Silvio Paladin – che il nostro legame si fece davvero importante.
Entrai nella sua palestra con una dichiarazione che pochi avrebbero preso sul serio:
“Voglio diventare un campione di bodybuilding.”
Federico non rise, non dubitò. Nei suoi occhi vidi il riconoscimento di chi sa leggere il fuoco della passione negli altri. Mi disse solo: “Se vuoi diventarlo, preparati a sudare.”
Federico non era un allenatore comune. Mi insegnò un metodo di allenamento fuori dagli schemi, basato su intensità, fatica, studio e mentalità. Non si trattava solo di spostare pesi, ma di forgiare il carattere, di costruire una mentalità da guerriero, pronta a non mollare mai.
Con lui ho imparato la disciplina vera, quella che non si improvvisa: svegliarsi ogni giorno con un obiettivo, rispettare ogni dettaglio, affrontare il dolore come parte del percorso. Grazie a Federico, quel sogno divenne realtà: sono diventato un campione di bodybuilding.
Silvano Schiochet – Il Maestro nel Lavoro
La kinesiologia è entrata nella mia vita nel 1998. In quel primo percorso incontrai tante persone straordinarie, alcuni dei quali ancora oggi collaborano con me. Tuttavia, per molti anni la misi da parte, scegliendo altre strade e altri orizzonti.
Poi, nella mia vita arrivò Silvano Schiochet.
Il suo approccio era diverso da tutto ciò che avevo visto fino ad allora: una kinesiologia nuova, viva, capace di guardare il corpo come un sistema integrato di emozioni, energia e meccanica.
Silvano mi ha mostrato che il lavoro sul corpo non è mai solo tecnico, ma è un viaggio dentro le storie, i traumi e i blocchi che ognuno porta con sé. Grazie a lui ho ritrovato la passione per questa disciplina e l’ho integrata nel mio metodo di lavoro, arricchendo ogni analisi posturale e ogni intervento con una nuova consapevolezza.
Silvano, più che un maestro, è stato un ponte tra passato e futuro, tra quello che ero e quello che sono diventato oggi come professionista.

Conclusione – I Quattro Pilastri della Mia Vita
Ognuno di questi maestri ha lasciato un segno indelebile in me:
Nico Presti mi ha insegnato i valori della vita.
Silvio Paladin mi ha insegnato a coltivare lo spirito e l’armonia.
Federico Zorzi mi ha insegnato la disciplina e la forza dello sport.
Silvano Schiochet mi ha insegnato a trasformare il lavoro in una missione.
Questi quattro uomini sono diventati i pilastri della mia crescita. Senza di loro non sarei la persona, l’atleta e il professionista che sono oggi.
Non ho fatto nulla di strano… oppure sì?
Camminare non basta: quando il corpo si adatta senza avvisare
Il corpo non mente, ma si adatta. E tu non te ne accorgi.
Nel nostro lavoro capita spesso di sentire frasi come:
“Mi fa male una spalla, ma non ho fatto nulla di strano.”
Oppure:
“Domenica ho solo camminato, non può essere quello.”
Ed è proprio qui il punto: la camminata, che dovrebbe essere un gesto naturale e salutare, può rivelare squilibri profondi. Il problema non è camminare, ma come cammini.
E soprattutto, come il tuo corpo si è adattato nel tempo senza dirtelo.
Le persone non si rendono conto di avere una postura alterata, finché il dolore non si fa vivo. Ma quando arriva, non nasce da un evento isolato: nasce da mesi o anni di micro-adattamenti, compensazioni, rotazioni e disallineamenti.
Indivisibili, ma analizzabili: il corpo racconta tutto
Il corpo è un sistema scendibile ma indivisibile.
Ogni disfunzione che si verifica a monte, si riflette a valle. E viceversa.
Stai camminando serenamente, magari in mezzo alla natura, e a metà percorso senti una fitta al trapezio sinistro. Ti irrigidisci, senti un crampo e cominci a pensare:
“Avrò preso freddo?”
“Forse è stato lo zaino?”
In realtà, nessuno ti ha mai insegnato che una caviglia rigida può farti contrarre la spalla, che una mandibola serrata può alterare l’appoggio del piede, e che il tuo modo di camminare oggi è il risultato di tutto ciò che il tuo corpo ha dovuto compensare negli anni.
La rivoluzione Aruku: misurare ciò che prima non era visibile
Nel 2020–2021 nasce Aruku, frutto di anni di osservazione e studio sul campo.
Abbiamo capito che molte delle teorie posturali accettate fino ad allora erano incomplete. Non perché sbagliate, ma perché nessuno aveva mai misurato il corpo in movimento, in totale libertà.
Sì, esistono altri strumenti che analizzano la postura.
Ma lo fanno su tapis roulant, su piattaforme, in ambienti artificiali.
Aruku no.
Aruku segue il corpo nella sua espressione più sincera: la camminata libera nello spazio.
Questo ha cambiato tutto.
Non lavoriamo più solo sul “dove fa male”.
Osserviamo dove si muove male.
E lì iniziamo a costruire la rieducazione posturale vera, quella che previene, mantiene e restituisce funzionalità.
L’errore più comune? Pensare che stare bene significhi essere sani
Troppe persone dicono:
“Io sto bene.”
E poi, all’analisi, scopriamo che il piede destro lavora il doppio del sinistro.
Che la colonna è inclinata.
Che la mandibola è fuori asse.
Che l’appoggio è instabile.
Chi non sente dolore non è sempre sano.
Spesso è solo ben adattato.
Il corpo ha imparato a compensare. A distribuire il carico, a farcela comunque.
Ma come un edificio costruito su fondamenta sbilanciate, prima o poi crolla.
Il professionista oggi ha una responsabilità nuova
Non basta più trattare il dolore.
Il compito del professionista è vedere prima che faccia male.
Leggere i segnali deboli. Comprendere il linguaggio del corpo prima che si trasformi in patologia.
Con Aruku, questa responsabilità diventa possibile:
non si lavora più sul sintomo,
si interviene sull’origine del problema,
si costruisce un piano preventivo e personalizzato, basato su dati oggettivi.
Ma non basta. Serve anche educare.
Educare al movimento: il vero atto di prevenzione
Per anni ci siamo preoccupati solo di “muoverci di più”, ma non ci siamo mai chiesti:
“Mi sto muovendo bene?”
Abbiamo curato la forma fisica, ignorando la funzione biomeccanica.
Abbiamo allenato i muscoli, trascurando l’intelligenza del movimento.
Educare al movimento significa insegnare alle persone a conoscere il proprio corpo, a percepirne le deviazioni, a riconoscere uno sforzo che non dovrebbe esserci, a capire che un dolore alla spalla può iniziare dai piedi.
In conclusione: ascolta il tuo corpo. Anche quando non parla
Se pensi di stare bene, questo è il momento migliore per farti analizzare.
Se non senti dolore, potresti comunque essere fuori equilibrio.
Se non sai come ti muovi, non puoi sapere cosa stai preparando per il tuo futuro.
Aruku nasce per misurare l’invisibile.
Per fare prevenzione, non solo terapia.
Perché ogni passo racconta una storia.
E prima la ascolti, più lontano andrai.
Dr. Damiano Trinca
Analista Posturale e Specialista del Movimento Umano (NSCA)

